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Pubblicato il 21/05/2020

KFOR- ESRCITAZIONI ANTISOMMOSSA

Le attività del contingente della NATO, forte di circa 3.500 militari, di cui 500 sono italiani, di 27 nazioni e guidato dal Generale di Divisione Michele Risi, stanno continuando con regolarità, comprese quelle tese ad addestrare il personale alla rimozione di blocchi stradali e al controllo della folla in caso di disordini.

In tale contesto gli artiglieri del 17° reggimento controaerei Sforzesca dell’Esercito Italiano, inquadrati nel Comando Regionale Ovest (RC-W) di KFOR di stanza a Pec/Pejë, hanno condotto un’importante esercitazione insieme a colleghi austriaci, sloveni e svizzeri.

In particolare, è stato simulato un blocco della circolazione stradale messo in atto da un gruppo di manifestanti violenti, per rimuovere il quale sono scese in campo unità operative dell’RC-W in assetto antisommossa, circostanza in cui nella realtà KFOR agirebbe come third responder, spiega il comunicato, dopo la polizia del Kosovo e la missione EULEX dell’Unione Europea.

L’esercitazione ha previsto anche l’impiego del Freedom of Movement Detachment, costituito dagli uomini del 6° reggimento logistico dell’Esercito, i quali, a bordo del carro pioniere Leopard, hanno materialmente sgomberato il campo dalle carcasse di automobili posizionate dai manifestanti per attuare il blocco. È intervenuto anche un team specializzato nella bonifica di ordigni esplosivi composto da militari ucraini e svizzeri, i quali hanno verificato l’assenza di trappole esplodenti grazie all’unità cinofila e al dispositivo iRobot 510 PackBot.

“L’obiettivo di queste esercitazioni periodiche è di mantenere sempre alto il livello di prontezza delle forze di KFOR, pur nel rispetto delle misure di prevenzione anti-contagio da COVID-19. Sono occasioni preziose per amalgamare militari e unità delle diverse nazioni che operano nel Regional Command West”, ha dichiarato a margine dell’attività il Colonnello Natale Gatti, Comandante dell’unità di KFOR che opera nel settore occidentale del Kosovo ed è responsabile, tra l’altro, della sicurezza del Monastero ortodosso di Visoki-Decani., conclude il comunicato.