CRONACA AGGIORNATA OGNI ORA

Condividi:

Pubblicato il 06/12/2018

KOSOVO: LA SERBIA MINACCIA AZIONI MILITARI SU PRISTINA SE FARANNO L’ESERCITO . IL CONTINGENTE ITALIANO E’ A GUIDA GENERALE PARACADUTISTA D’ADDARIO

foto sopra: archivio- uno degli addestramenti KFOR contro le sommosse. Sotto: il generale D’Addario nel giorno del suo insediamento al comsndo della KFOR


BELGRADO.A pochi giorni dall’ insediamento del Generale paracadutista Lorenzo D’addario, nuovo comandante della KFOR, sul suo tavolo c’è la prima crisi da monitorare:
Dopo i dazi al 100% imposti dal Kosovo sulle merci serbe – con alta probabilità una rappresaglia per la mancata adesione di Pristina all’Interpol, è in arrivo un
ulteriore colpo alla stabilità locale se il prossimo 14 dicembre avverrà l’annunciata trasformazione delle attuali Forze di sicurezza (Ksf) in esercito regolare.
Si tratta di una scelta che la Serbia considera una insopportabile minaccia alla pace e alla sopravvivenza dei serbi del nord.


La Serbia, ieri – per voce della premier Ana Brnabic – ha parlato di opzione militare, se Pristina non farà marcia indietro.

La Serbia, con aiuti degli alleati russi – dispone ora di forze armate addestrate e ben equipaggiate. «Io spero che non le useremo mai», ha scandito Brnabic, ma «purtroppo penso che questa sia, in questo momento, una delle opzioni sul tavolo».
I kosovari -musulmani.- contano numerose bande e clan che godono dell’appoggio delle forze di sicurezza locali. Le loro azioni sono da tempo elemento di instabilità. Da quando è stato creato il loro stato sono giornaliere le continue violenze e le vessazioni contro i serbi e la chiesa ortodossa.

«Non possiamo stare a guardare» quando qualcuno evoca «pulizia etnica» e «nuove Operazioni Tempesta», ha aggiunto poi la premier, accusando più volte Pristina di voler destabilizzare la regione. Il suo omologo kosovaro, Ramush Haradinaj ha negato con forza che le future forze armate del Kosovo rappresentino una minaccia per i serbi del nord o siano pensate per una «occupazione» delle aree abitate dalla minoranza. L’obiettivo di Pristina è solo quello di diventare una risorsa per missioni «in Afghanistan e Iraq». Gli annunci di un via libera all’esercito kosovaro già il 14 dicembre «vanno contro i pareri di molti partner Nato e potrebbero avere serie ripercussioni sul futuro del Kosovo e sulla sua integrazione euro-atlantica». La Premier serba ha chiesto di evitare ulteriori «passi provocatori», soprattutto in un momento come questo di tensione per i dazi che starebbero provocando 42 milioni di euro di perdite al mese alla Serbia.

Mosca ha ammonito che l’esercito kosovaro rappresenterebbe una nuova «mossa destabilizzante» per la sicurezza dei serbi e «degli interi Balcani». Che potrebbe portare alle «più gravi conseguenze».