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Pubblicato il 23/10/2016

LETTERE DAL FRONTE DI EL ALAMEIN DEL SERGENTE GIOVANNI ONANO PUBBLICATE DAL FIGLIO

 

 

famiglia.Onano

onano.giovanni

foto sopra: in alto il Sergente Paracadutista Giovanni Onano , sotto il Figlio Salvatore, il Nipote Giovanni ed il “Folgorino”  in erba  di quest’ultimo. Di fianco a loro la giacca del Leone ,indossata dal Nipote Giovanni durante la XIV Missione. 

El Alamein (Egitto), 23 Ottobre 1942

Alle ore 20,45 lungo tutto il fronte che si estendeva dal Mediterraneo alla depressione di El Quattara per 60 Km, circa mille pezzi da campagna inglesi aprirono contemporaneamente il fuoco contro le posizioni italo – tedesche ad El Alamein. Ebbe così inizio la terza battaglia, l’ultima, di El Alamein. L’inizio della fine.

E’ sempre questo l’inizio del mio ricordo. Del mio ricordo per te, Papà, che eri li, sull’altura di Naqb Rala all’estremo sud sul bordo della depressione, ad attendere l’assalto del nemico. E il nemico arrivò, furono ore tremende ma tu e tutti i ragazzi del V° Battaglione Paracadutisti della “Folgore” respingeste l’assalto. Sulla linea avanzata del V° costituita da circa un centinaio di paracadutisti regnava la calma più assoluta, tutti sapevano cosa fare e sopratutto in quale momento, quando nell’oscurità si intravidero le inconfondibili sagome degli elmetti inglesi. In realtà ad attaccare erano la 7ª Divisione Corazzata britannica sostenuta dalla Brigata Francia Libera, composta da due battaglioni di “legionari stranieri” e da un battaglione del reggimento Queen’s Royal Guard. I fanti, per un totale di oltre 1300 uomini, aggirarono da sud le difese tenute dal V° battaglione, e sfociando sulla piana di Naqb Rala le investirono da tergo. Non c’erano più dubbi, il Comandante Izzo gridò: “Savoia! Folgore!” e si lanciò in avanti guidando il contrassalto contro avversari quindici volte superiori, lanciando le bombe a mano, imitato da tutti sul fronte dove risuonò quel grido che avrebbe accompagnato nella buona e nella cattiva sorte quei ragazzi. Un colpo di mitragliatrice ferì Izzo al ginocchio e lo fece volare per aria, ma rimase fino alle sette e trenta sulle posizioni fino a quando il capitano Zingales, anche lui più volte ferito, non lo informò che il nemico era stato ricacciato indietro con forti perdite. I Legionari lasciarono sul terreno circa 300 uomini, tra questi il comandante di uno dei due battaglioni, tenente colonnello Amilakhvari, principe georgiano poi sepolto ai piedi dell’Himeimat, e consistenti vuoti furono prodotti anche nella colonna mobile di supporto.

Quest’anno voglio che sia tu Papà, tramite una delle tue tante lettere alla mamma, a ricordare quei giorni.

P.M. 260 AS 30 Ottobre 1942

…..

In questi giorni di lotta puoi ben capire quale vita stia conducendo, i bollettini di guerra pur nella loro laconicità ti possono dare un’idea. Scrivo nella buca mentre sul capo sento il sibilo delle cannonate, le esplosioni si susseguono con rapidità e senza interruzione. Sono ormai sette giorni che combattiamo duramente.

Perché angustiarti con queste mie esposizioni? Voglio che tu stia tranquilla e poi mi perdo in queste stupidaggini.

……..

P.M. 260 AS 1 Novembre 1942

Dormire, ecco un bisogno fisico che da un pezzo non posso assaporare. Prendo ogni sera due pastiglie di SIMPAMINA per non lasciarmi vincere dalla sonnolenza, dalla spossatezza. Se vai dal medico prova a chiedere quale effetto fa sull’organismo questo preparato che agisce sul sistema nervoso e sullo stato di tensione circolatoria. Ignoro con quali sostanze venga preparata questa specialità ma non vorrei che continuando a prenderne dovessi domani risentirne. Ho l’impressione che ecciti il cuore. Tu potrai rispondermi: se supponi che ti fa male non prenderne. Purtroppo è necessario.

….n er

erede,  

El Alamein (Egitto), 23 Ottobre 1942
Alle ore 20,45 lungo tutto il fronte che si estendeva dal Mediterraneo alla depressione di El Quattara per 60 Km, circa mille pezzi da campagna inglesi aprirono contemporaneamente il fuoco contro le posizioni italo – tedesche ad El Alamein. Ebbe così inizio la terza battaglia, l’ultima, di El Alamein. L’inizio della fine.
E’ sempre questo l’inizio del mio ricordo. Del mio ricordo per te, Papà, che eri li, sull’altura di Naqb Rala all’estremo sud sul bordo della depressione, ad attendere l’assalto del nemico. E il nemico arrivò, furono ore tremende ma tu e tutti i ragazzi del V° Battaglione Paracadutisti della “Folgore” respingeste l’assalto. Sulla linea avanzata del V° costituita da circa un centinaio di paracadutisti regnava la calma più assoluta, tutti sapevano cosa fare e sopratutto in quale momento, quando nell’oscurità si intravidero le inconfondibili sagome degli elmetti inglesi. In realtà ad attaccare erano la 7ª Divisione Corazzata britannica sostenuta dalla Brigata Francia Libera, composta da due battaglioni di “legionari stranieri” e da un battaglione del reggimento Queen’s Royal Guard. I fanti, per un totale di oltre 1300 uomini, aggirarono da sud le difese tenute dal V° battaglione, e sfociando sulla piana di Naqb Rala le investirono da tergo. Non c’erano più dubbi, il Comandante Izzo gridò: “Savoia! Folgore!” e si lanciò in avanti guidando il contrassalto contro avversari quindici volte superiori, lanciando le bombe a mano, imitato da tutti sul fronte dove risuonò quel grido che avrebbe accompagnato nella buona e nella cattiva sorte quei ragazzi. Un colpo di mitragliatrice ferì Izzo al ginocchio e lo fece volare per aria, ma rimase fino alle sette e trenta sulle posizioni fino a quando il capitano Zingales, anche lui più volte ferito, non lo informò che il nemico era stato ricacciato indietro con forti perdite. I Legionari lasciarono sul terreno circa 300 uomini, tra questi il comandante di uno dei due battaglioni, tenente colonnello Amilakhvari, principe georgiano poi sepolto ai piedi dell’Himeimat, e consistenti vuoti furono prodotti anche nella colonna mobile di supporto.
Quest’anno voglio che sia tu Papà, tramite una delle tue tante lettere alla mamma, a ricordare quei giorni.
P.M. 260 AS 30 Ottobre 1942
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In questi giorni di lotta puoi ben capire quale vita stia conducendo, i bollettini di guerra pur nella loro laconicità ti possono dare un’idea. Scrivo nella buca mentre sul capo sento il sibilo delle cannonate, le esplosioni si susseguono con rapidità e senza interruzione. Sono ormai sette giorni che combattiamo duramente.
Perché angustiarti con queste mie esposizioni? Voglio che tu stia tranquilla e poi mi perdo in queste stupidaggini.
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P.M. 260 AS 1 Novembre 1942
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Dormire, ecco un bisogno fisico che da un pezzo non posso assaporare. Prendo ogni sera due pastiglie di SIMPAMINA per non lasciarmi vincere dalla sonnolenza, dalla spossatezza. Se vai dal medico prova a chiedere quale effetto fa sull’organismo questo preparato che agisce sul sistema nervoso e sullo stato di tensione circolatoria. Ignoro con quali sostanze venga preparata questa specialità ma non vorrei che continuando a prenderne dovessi domani risentirne. Ho l’impressione che ecciti il cuore. Tu potrai rispondermi: se supponi che ti fa male non prenderne. Purtroppo è necessario.
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