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Pubblicato il 12/07/2019

TRE CIME DI LAVAREDO: SPETTACOLARE ESERCITAZIONE DEGLI ALPINI . ANCORA UTILE L’OBICE DA 105/14

La esercitazone “Lavaredo 2019” si è conclusa ieri per 700 soldati di 6 nazioni ed un comando Nato coordinati dalle Truppe Alpine dell’Esercito.
Alla giornata di chiusura era presenta il capo di Stato Maggiore generale c.a. Salvatore FARINA

200 alpini hanno arrampicato lungo 14 vie , alcune con il VIII grado di difficoltà. La Brigate Julia e Taurinense, gli istruttori del Centro Addestramento Alpino e gli atleti del Centro Sportivo Olimpico dell’Esercito sono stati i protagonisti, insieme a colleghi cileni, omaniti, spagnoli, sloveni e francesi, soldati di eserciti alleati e di Paesi amici che da anni si addestrano al movimento in ambiente montano sulle Alpi, insieme alle truppe da montagna italiane, che vantano la storia più lunga e la organizzazione più specializzata nel panorama mondiale .

Il Generale Farina ha espresso si è detto orgoglioso per la professionalità vista durante l’esercitazione, sottolineando la necessità di avere un addestramento di così alto livello per Truppe Alpine, che sono chiamate ad operare in contesti internazionali dove le loro capacità si sono rivelate essenziali .

Hanno assistito all’evento i sindaci di Auronzo e Dobbiaco e Presidente del Consiglio Regionale del Veneto.
Invitati anche il Presidente dell’ANA Sebastiano Favero, di molti ex alpini ed ex comandanti di unità alpine.
Un ingegnere ambientale della riserva selezionata ha elaborato il piano di protezione e salvaguardia dell’ambiente. Una attenzione, quest’ultima, che ha da sempre contraddistinto gli alpini.
Il 2° Reggimento Alpini è stato protagonista di un atto tattico che ha visto in campo anche Rangers e aviazione dell’Esercito.

I gesti tattici salienti sono stati le immissioni in Fast Rope e le esfiltrazioni con velivoli. In campo era presente un obice da 105/14, un pezzo d’artiglieria in uso dagli anni 60 fino agli inizi del 2000 è stato impiegato in sperimentazione per un impiego in particolari situazioni tattiche.

Il generale Berto , parlando dei suoi alpini e delka severità dell’addestramento e du elle montagne dove operano ha parlato di “militari al quadrato” grazie all’irrinunciabile addestramento che la montagna permette .