CRONACA AGGIORNATA OGNI ORA

Condividi:

Pubblicato il 19/08/2017

ARTICOLO SUGLI ARDITI: INTERVIENE IL PRESIDENTE ANIE COL PASSAFIUME

Dopo aver attentamente letto il monumentale articolo dell’amico e mio già Comandante incursore Luciano PIACENTINI verso cui nutro un profondo affetto lungo 47 anni, dal titolo “Incursori dell’Esercito: punti di vista su origini, radici e identità” ed avendo riscontrato in esso forti contraddizioni in termini mi giunge l’obbligo, sperando che non me ne voglia, quale Presidente Nazionale dell’Associazione Incursori dell’Esercito, per onesta morale e intellettuale ed al fine di chiudere questa (spero) querelle sui punti di vista riportati nel titolo che ormai si protrae da un po’ di tempo e che a mio parere, pur nell’alveo della liberta di pensiero personale, porta nocumento e danno al nostro reparto di riferimento “il 9° Rgt.par.d’ass. Col Moschin” che non ha certo bisogno di assurgere sugli altari di ridondanze mediatiche per questioni di retaggio storico che ritengo siano già stati definiti, certificati e disposti dalle Autorità Superiori (leggi Stato Maggiore Esercito).
Da quanto riportato nell’articolo in questione attraverso una lunga rievocazione storica di date, riferimenti addestrativi e operativi, tecnologie, equipaggiamenti, metodologie, determinazioni Ministeriali e di Stato Maggiore, decreti dissolutori e nuove costituzioni altalenanti tra il versante Arditi e il versante Sabotatori/Incursori si evince chiaramente che l’approdo finale è il pensiero dominante dell’estensore che ritiene la festa di corpo del 9° Reggimento d’Assalto Paracadutisti “Col Moschin” debba coincidere con la data di costituzione del reparto (Aprile 1953) e non al 16 Giugno 1917 memorabile data della Guerra del Solstizio sul Col Moschin. Di fatto escludendo a priori qualsiasi legame tra gli Incursori di oggi e gli Arditi di ieri.
A supporto, oltre a quanto esposto nel fluviale articolo che come dicevo contiene contraddizioni che di seguito spiegherò in brevissimi punti, richiama l’attenzione sul fatto che proprio per sancirne la data ed inizio di vita dell’attuale 9° Rgt. Incursori fu posta una stele commemorativa nella Scuola di Fanteria di Cesano di Roma.
Corretto, solo parzialmente perché questa stele fu posta dall’Associazione che mi onoro di presiedere e dal 9° Rgt. Col Moschin, dietro proposta di un nostro socio, tra i primi a far parte del costituendo reparto nel ’53, sab. Renato Colombo, che feci subito mia predisponendone l’istallazione come testimonianza e simbolo di un importante tassello storico come può essere la celebrazione di un qualsiasi anniversario di grande rilievo alla presenza di autorità dello SME e del 9° Rgt schierato in armi e del nostro Presidente Onorario Gen.C.A. Franco Angioni. Era presente anche il Dr. Luciano Piacentini. La targa, estremamente esplicativa, sormontata ai quattro angoli dai simboli del reparto di oggi, di quello di allora e dell’ANIE riporta la seguente motivazione:


IL 20 APRILE 1953 IN QUESTA PESTIGIOSA SCUOLA
PER VOLERE DELLO STATO MAGGIORE DELL’ESERCITO
FU COSTITUITA LA
“COMPAGNIA SABOTATORI PARACADUTISTI”
CAPOSTIPITE DEL 9° RGT. D’ASS. PAR. COL MOSCHIN
UNICA FORZA SPECIALE DELL’ESERCITO ITALIANO
EREDE DEGLI ARDITI DEI REPARTI D’ASSALTO
DA SEMPRE PROTAGONISTI DI OPERAZIONI SPECIALI.
I SABOTATORI DI IERI E GLI INCURSORI DI OGGI
ORGOGLIOSI E FIERI DI COSI NOBILE ASCENDENZA
USI A MANTENERE SEMPRE VIVA LA SPECIALE FIAMMA
SIMBOLO DI APPARTENENZA, ARDIMENTO E DEDIZIONE
ALLA PATRIA ERESSERO A FUTURA MEMORIA
CESANO DI ROMA 15 APRILE 2015.

Il Comandante Piacentini, sempre nel suo articolo fa riferimenti a date e decreti dello Stato Maggiore dell’Esercito dove di fatto, dalla loro costituzione 28 Lugio 1917 a Sdricca di Manzano, i reparti Arditi e d’Assalto furono creati, sciolti, ricostituiti e successivamente sciolti secondo le esigenze e l’andamento delle sorti delle due Guerre Mondiali. Corretto, in quanto egli si attiene strettamente alle decisioni delle SS.AA. sul fatto se reparti del genere dovessero o meno continuare ad esistere secondo vari elementi di valutazione strettamente legati a fattori di convenienza, di opportunità e non ultimo, con particolare riferimento alla fine della seconda Guerra Mondiale, o meglio, a far data dalla firma dell’armistizio (1943), valutazioni di natura politica.
Bene, contraddizione in termini, considerato che egli sciorina date e decreti a supporto della sua tesi che dovrebbero avvalorare l’inconsistenza del legame Arditi – Incursori perché non tiene conto anche di quanto lo Stato Maggiore dell’Esercito del secondo dopo Guerra Mondiale ha decretato e sancito a riguardo del 9° Rgt. Col Moschin che di seguito riporto estratto dal sito storico dello SME.

 

“Della folgore l’impeto”

La storia del Reggimento inizia nella Grande Guerra con le unità di Arditi, tra cui il IX Reparto d’Assalto, utilizzate per sfondare le difese nemiche a premessa degli attacchi delle fanterie.
Gli Arditi si imposero all’attenzione generale, guadagnandosi una fama terribile per la violenza delle loro azioni che si concludevano con lanci di bombe a mano ed all’arma bianca nelle trincee nemiche. Il IX Reparto, in particolare, si distinse sul monte Grappa, dove fu protagonista della riconquista di alcune posizioni austriache sul Col Moschin, sul Col della Berretta e sull’Asolone.
Il 20 luglio 1942 si costituisce a Santa Severa (RM) un Reggimento Arditi che il successivo 15 settembre assume il numerico romano di X Reggimento Arditi. Il reparto, caratterizzato dalle fiamme azzurre, opera alle dirette dipendenze dell’Ufficio Operazioni dello Stato Maggiore.
Ordinato su più battaglioni composti da compagnie specializzate, paracadutisti, nuotatori e camionettisti si riordina su quattro battaglioni di cui il IV completamente paracadutista. Impiegato in operazioni di pattuglia in Tunisia, Algeria, e nella Sicilia occupata, cessa di esistere come Reggimento l’8 settembre del 1943. Il I battaglione dislocato in Sardegna, si riordina nel 1944 in IX Reparto d’Assalto e partecipa alla Guerra di Liberazione inquadrato nel Gruppo di Combattimento “Legnano”.
Smobilitato nel 1946, si ricostituisce a livello Compagnia presso la Scuola di Fanteria a Cesano (RM) nel 1953 ed il 1° giugno 1954 diviene Reparto Sabotatori Paracadutisti. Assegnato al Centro Militare di Paracadutismo di Pisa il 10 maggio 1957, diviene Battaglione Sabotatori Paracadutisti il 25 settembre 1961. Segue le sorti della rinata Brigata Paracadutisti e, il 1° ottobre 1975 assume la denominazione di 9° Battaglione d’Assalto Paracadutisti “Col Moschin” e riceve in custodia la bandiera del X Reggimento Arditi. Il 24 giugno 1995 assume l’attuale denominazione.

E quella di Oggi.