EL ALAMEIN

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Pubblicato il 17/09/2011

MARCIA DELLO ZILLASTRO: IN ASPROMONTE IN ONORE E MEMORIA DEI PARACADUTISTI DEL NEMBO

PARMA- Si è chiusa domenica scorsa la marcia in onore dei Paracadutisti del Nembo, conclusa dopo 60 chilometri di Aspromonte sulla spianata dello Zilastro. Ecco la cronaca di quei giorni:


REGGIO CALABRIA 11 SETTEMBRE 2011

La Marcia dello Zillastro

Sono tanti anni ormai che, attraverso le impervie montagne dell’Aspromonte, si svolge la marcia dei paracadutisti di oggi in onore di coloro che, paracadutisti anch’essi, nei primi giorni di quel lontano settembre 1943, lottarono e diedero la vita per la volontà caparbia di non cedere al nemico, di rimanere fedeli a ciò che ritenevano giusto, ad un dovere, ad un ideale.
Questo è lo spirito che ha animato i paracadutisti, appartenenti alle sezioni A.N.P.d.I di Reggio Calabria, Cosenza, Catania appartenenti alla X Zona unitamente ai camerati di Velletri, che hanno seguito l’aspro percorso allora effettuato dall’Ottavo Battaglione Paracadutisti del 185° Reggimento della Divisione Nembo.
Non ci dilungheremo nella descrizione delle difficoltà del percorso soprattutto per rispettare quelle ben più ardue affrontate 68 anni prima dai nostri militari non fosse altro che per la logorante consapevolezza di poter essere chiamati da un istante all’altro, se necessario, all’estremo sacrificio.

Venerdì 9 settembre alle 08,30 i paracadutisti Perrone, Giovinazzo, Nucera, Chilà, Mileto, Russo, Procopio, Gabriele, Sorrentino, Natoli , Ippolito e Serra R. si sono radunati a Bagaladi, in provincia di Reggio Calabria, nei pressi del monumento ai caduti e da lì hanno iniziato la prima tappa della marcia che li avrebbe condotti per circa 35 chilometri, attraverso gli scoscesi pendii dell’Aspromonte nel luogo del primo bivacco, in prossimità del monumento a Giuseppe Garibaldi, vicino Gambarie. A sera, approntato il bivacco, sono stati raggiunti dai paracadutisti Preite, Bernardi, Romagnoli, Mastrella e Palazzi delle sezioni di Cosenza, Velletri e Colline Romane. La stanchezza non ha comunque impedito di gustare il “rancio” in allegria non prima, però, di aver ricordato in raccoglimento coloro che sono già arrivati in “quell’angolo di cielo”.

E’ giusto sottolineare che quest’anno, per la prima volta da quando si svolge la Marcia dello Zillastro, il paracadutista Pino Perrone, magistrale organizzatore della manifestazione nonché guida e “comandante” del reparto, nel desiderio di rendere la marcia quanto più simile a quella realmente effettuata dai paracadutisti della Nembo, ha praticamente raddoppiato il percorso inserendo la tratta Bagaladi – monumento a Garibaldi che ha caratterizzato il primo giorno di marcia.

Sveglia alle prime luci dell’alba di sabato 10 settembre, adunata, colazione e partenza per l’obiettivo finale, il monumento ai caduti della battaglia dello Zillastro. Anche in questa seconda tappa si sono attraversati poco più di 30 chilometri di foreste e sentieri, il percorso è stato duro e spesso si sono risalite vallate e pendii spinti più dalla forza di volontà che non dai muscoli. A sera finalmente si giunge ai piani dello Zillastro, luogo dove alcune ferree croci ed un monumento ricordano i nostri caduti e dove ci si sofferma in raccoglimento per una preghiera.

Grande emozione ha suscitato l’arrivo del Generale Paracadutista Franco Monticone assieme ai paracadutisti Bruno Padovani, Narciso Piccinin e Franco Gentili della sezione di Rovigo. Il gen. Monticone è stato comandante della Brigata FOLGORE che nel 1989 si trovava in addestramento in Aspromonte con il 2° Battaglione. Colpito dalla sacralità dei luoghi e dalla partecipazione della popolazione locale nel giro di una settimana fece arrivare un blocco di marmo da Carrara, la Compagnia Genio assemblò il monumento e si fece la prima cerimonia di commemorazione (anche con un lancio).Cerimonia che da allora si ripete tutti gli anni.
Trasferimento alla ex caserma NAPS dove si cena e si va a dormire alloggiati nelle vecchie camerate che appaiono ai paracadutisti provati da 65 Km di marcia come un albergo di lusso.

Domenica 11 settembre adunata e trasferimento sul luogo della battaglia dove i paracadutisti che hanno effettuato la marcia si sono riuniti ai camerati, e agli anziani delle altre sezioni nonché con le autorità come il Sindaco Dott. Bruno Barillaro, il Vicepresidente nazionale ANPdI Vittore Spampinato il presidente della X Zona Tommaso Daidone , il già citato generale Monticone il reduce di El Alamein Pasquale Pizzuti e i genitori della medaglia d’ oro al valor civile par. Eugenio Nigro. Assente giustificato il Capitano Paolo Lucifora,reduce della battaglia dello Zillastro, il quale ha comunque mandato un messaggio di saluto. Presente nei nostri cuori il Fante dell’ aria Colonnello Giuseppe Aloi che il 13 giugno ha effettuato l’ultimo lancio.

Si marcia poi con i labari in testa, inquadrati e a passo di marcia, sino alle croci dei militari caduti ed alla radura dove davanti al monumento si tiene la cerimonia di commemorazione e la messa. Dopo la cerimonia trasferimento in un centro di attività sociali dove dopo pranzo, brindisi, ricordi e calorose manifestazioni di cameratismo tipiche tra paracadutisti si è rientrati ciascuno alla propria sede con il proposito di incontrarsi nuovamente tra un anno per la medesima occasione.

Par. Roberto Serra
Par. Antonio Serra
Par. Antonio Nucera


LA STORIA
(stralciato da un precedente articolo dello stesso autore)

Nei primi giorni del mese di settembre 1943 l’Ottavo Battaglione Paracadutisti del 185° Reggimento della Divisione Nembo, composto da circa 400 uomini, comandati dal Cap. Gianfranco Conati , sbarcato in Calabria pochi giorni prima, stava ripiegando dopo aver combattuto in Sicilia contro gli Anglo-Americani.
Dopo un primo scontro avvenuto all’alba del 4 settembre nei pressi di Gambarie e che aveva visto gli uomini del Cap. Conati attaccare reparti canadesi, forti nell’insieme di 5.000 soldati, i nostri paracadutisti avevano iniziato ad attraversare l’Aspromonte per ricongiungersi con il Comando di Reggimento.
La marcia forzata si svolse attraverso le impervie montagne dell’Aspromonte, con pochi vettovagliamenti, tallonati dagli Anglo-Americani, dormendo all’addiaccio quando si poteva e comunque costantemente sotto la pioggia.
All’imbrunire del sette settembre, in una zona denominata Piano dello Zillastro, posta tra i comuni di Oppido Mamertina e Platì, il Cap. Conati decide di acquartierare il reparto fermandosi in mezzo ad una fitta vegetazione e non accorgendosi che in quello stesso luogo si erano accampati anche i Canadesi che, meglio dotati in mezzi, li avevano preceduti in quello che era un passaggio obbligato.
All’alba, resisi conto della situazione, i nostri paracadutisti ingaggiarono comunque una violenta battaglia consapevoli di lottare contro un nemico superiore in uomini e mezzi.
Dopo la fortuita cattura del Cap. Conati i paracadutisti comandati adesso dal Cap. Diaz si prodigarono in una serie di attacchi supportati dal plotone mitraglieri e dal plotone mortai da ’81, che guidati dai S. Ten. Lucifora e Moleti, ridussero al silenzio varie postazioni nemiche.
Fu in questi frangenti che furono mietute le prime vittime di parte italiana, accanto allo stesso S. Ten. Lucifora, che ha descritto personalmente a chi scrive in modo molto lucido quei tragici istanti, cadde il Serg. L. Pappacoda, seguito dal Cap. L. Picolli de Grandi e dal Paracadutista V. Albanese.
Con il sole già alto in cielo ed esaurite le ultime munizioni i nostri paracadutisti iniziarono a ripiegare verso Platì dove appresero che un armistizio era stato firmato con gli alleati già dal 3 settembre.
Quella dello Zillastro risulta essere l’unica( o l’ultima?) battaglia combattuta sul suolo dell’Italia meridionale tra un reparto del Regio Esercito e forze Anglo-Americane prima della ufficializzazione dell’armistizio, fulgido esempio del valore e della determinazione dei nostri Paracadutisti al di là di quelle che sarebbero state le scelte di ciascuno, comunque onorevoli, all’indomani dell’armistizio stesso.

Par. Roberto Serra

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