OPINIONI

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Pubblicato il 04/07/2019

BIANCA RICCA TEDESCA E CON SENSI DI COLPA: LA SFIDA ALL ITALIA DELLA FINTA IMITAZIONE DI FINTO CAPITAN FINDUS RASTA

walter amatobene


Quando è stato chiesto a carola rackete perché faceva quello che faceva, ha risposto: «La mia vita è stata facile, ho potuto frequentare tre università, sono bianca, tedesca, nata in un Paese ricco e con il passaporto giusto». Lo fa per senso di colpa quindi, e lo fa a spese nostre. La dama di san vincenzo rasta si sente in colpa perchè tedesca, bianca e di famiglia ricca. I sensi di colpa inespiabili di solito provocano depressione, e la depressione attiva l’istinto di morte. L’integrazione non c’entra nulla, l’Europa deve essere africanizzata, islamizzata, terzomondializzata e l’uomo/donna bianco/a colpevoli di turpi rapine di risorse a quesi continenti devono scomparire, mentre in questa fase mortale per la nostra civiltà si presentano come filantropi, benefattori, antirazzisti, antifascisti, ecc. Come tutti i narcisisti, gli immigrazionisti amano la propria immagine. Gino Strada docet.

LE PROVE
Alla finta imitazione di finto capitan findus stava più a cuore l’obiettivo politico di sfidare le politiche del governo italiano che non quello di salvare vite in pericolo . Lo si capisce benissimo dal comportamento tenuto durante tutta la navigazione. o Fausto Biloslavo, grande esperto delle guerre libiche, scrive


«per bruciare sul tempo la motovedetta libica che stava arrivando (la comandante – ndr) ha lanciato i suoi gommoni veloci imbarcando i migranti per prima. Carola si è giustificata sostenendo che i migranti stavano affondando, ma le foto che la stessa Ong ha scattato dimostrano che non era vero. Il gommone galleggiava tranquillamente. Poi, pur richiedendo un porto di sbarco pure ai libici convinta che come sempre non avrebbero risposto, si è rifiutata di riportare i migranti a Tripoli, dopo avere ottenuto l’ok».

Per trasportare i naufraghi in un porto sicuro, i più vicini erano Malta o Tunisi , ma ha puntato su Lampedusa, nonostante sapesse dei diviet. Vistasi negare l’autorizzazione allo sbarco, non ha cercato altri porti ma ha girovagato per giorni di fronte alle coste italiane ( chi paga il carburante? ) . Avrebbe potuto fare rotta sulla Barcellona del sindaco Ada Colau, donna di estrema sinistra; avrebbe potuto chiedere alle autorità di Francia e Germania in primis, che avrebbero dovuto mostrare di essere coerenti coi loro princìpi e aprire i loro porti. No: la comandante della Sea Watch 3 aveva deciso che la nave doveva attraccare nel porto di Lampedusa, anche se questo avrebbe significato che dopo l’attracco la nave sarebbe stata sequestrata e probabilmente confiscata.