OPINIONI

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Pubblicato il 27/12/2006

GLI AUGURI ED ALCUNE RIFLESSIONI DEL GENERALE MERLINO

Bracciano, 23 Dicembre 2006

Caro webmaster,

carissimo Walter,

anch’io desidero, approssimandosi le festività natalizie, essere presente nella prima pagina del “nostro” sito per fare gli auguri, con rispetto, gratitudine e con affetto, a te ed a tutti i visitatori.

Mio malgrado non ho tuttavia la possibilità di comparire con spettacolari richiami fotografici a supporto e sono costretto a chiederti una eccezione: quella di pubblicare, in quella stessa prima pagina di auguri, queste mie modeste, ma spero costruttive, riflessioni che, lungi dal volere essere diversificanti rispetto al clima di serenità e di bontà, talora fasullo, che percepiamo intorno a noi in questi giorni, vogliono appunto invitare a non “ spegnere il cervello “nemmeno in questo periodo così ovattato dai buoni propositi di tutti.

Poche righe dunque che voglio dedicare alla sacralità della vita, quella che ha come riferimento la nascita del bambinello di Nazareth di duemila anni fa e la morte di Piergiorgio Welby in questi giorni appunto.

Forse i miei sentimenti risentono della mia età avanzata che, normalmente, si vuole saggia, dell’ambito familiare nel quale sono cresciuto, dei valori che mi sono stati inculcati, che conseguentemente condizionano il mio pensare, della mia passata attività professionale – quella di militare Comandante di uomini – del mio essere padre responsabile doverosamente impegnato nella formazione dei figli ma non mi sento assolutamente di condividere il comportamento di chi ha portato alla morte prematura un essere umano che tuttavia, se vogliamo credere a quanto ci è stato detto, quella morte auspicava.

Io non so di legge, non so di sottile giurisprudenza, non so di sensibilità nei confronti della sofferenza, non so del diritto altrui di decidere della volontà di altri, non so di eutanasia, non so di accanimento terapeutico, non so…………….di qualunque altro riferimento o motivazione!

Io so soltanto che la vita è sacra e che nessuno – nemmeno io per la mia stessa vita – ha il diritto di intervenire su di essa modificando il destino che Iddio ha riservato.

Comprendo, ma non giustifico, il comportamento convinto di chi con atto fortemente coraggioso perché sicuramente consapevole delle conseguenze per la sua persona, ha agevolato la fine di un uomo che nemmeno conosceva. Mi si lasci tuttavia anche il cattivo sentimento di pensare che non sia stata assente nemmeno la mania di protagonismo mediatico che oggi troppo spesso pervade ogni comportamento.

Comprendo, ma condanno, il comportamento di chi si sente impegnato per sostenere tesi che portano alla sospensione dell’accanimento terapeutico come primo passo per avallare l’eutanasia. Mi si lasci, tuttavia, il diritto che si affacci nella mia mente il sospetto che si sia utilizzata la tragica situazione di un uomo per aberranti strumentalizzazioni a fini politici.

Comprendo, e finalmente concordo, chi, politicamente impegnato, prescinde dai dictat ideologici preconcetti dei partiti di appartenenza e, guidato dai sentimenti di formazione religiosa ed anche laica, alza trasversalmente la voce per condannare l’accaduto e chiede interventi drastici della magistratura ( ho avuto il dubbio se usare la M minuscola oppure maiuscola ! ). Mi si lasci tuttavia il diritto di avanzare le mie perplessità nel momento in cui sento dichiarare che occorre colmare il vuoto legislativo su un problema di tale natura. No, cari signori, questo non è un problema legislativo, è sicuramente un problema di vita che non necessita di interventi esterni.

La sacralità della vita è un dogma! Mi si lasci essere blasfemo, dogma almeno quanto quello della verginità della Madonna. Nessuno – nemmeno io per la mia vita – ha il diritto di modificare per essa il destino che Iddio ha fissato. Su questa linea vorrei che il bambinello di Nazareth ispirasse i nostri legislatori che, sollecitati dal Presidente della Repubblica, nei prossimi mesi dibatteranno, per legiferarlo, questo problema.

Ecco carissimo Walter, i miei auguri, con rispetto, gratitudine e con affetto.

Con rispetto e gratitudine per te che hai costruito con impegnativo lavoro ed esborso finanziario un sito che ci dà la possibilità di incontrarci tra amici del paracadutismo militare e non.

Con affetto perché nel sito ci ritroviamo tra amici, spesso battaglieri ma non guasta, che condividono gli ideali ed i valori degli uomini forti e degni per comportamenti dell’appellativo di “uomo” ai quali vogliono uniformarsi ancora una volta nell’anno 2007.

PARACADUTISTICI AUGURISSIMI per tutti!

FraMer

( Francesco MERLINO )