OPINIONI

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Pubblicato il 18/02/2006

LA RISPOSTA ALLE BRIGATE ROSSE: I GIOVANI VOLONTARI DELL’ESERCITO



CASERTA

A Capua la migliore risposta alle Brigate Rosse

di Nunzio De Pinto

CASERTA – L’arresto di una trentina di presunti appartenenti alle nuove leve dei brigatisti rossi, sta scuotendo tutto il Paese.

Insospettabili giovani, molto bene inseriti nel mondo del lavoro e del sindacalismo italiano, stanno facendo tornare alla mente gli anni di piombo e, più recentemente, i delitti dei brigatisti di Nadia Desdemone Lioce e compagni. Addirittura gli inquirenti hanno accertato che nelle marce di proteste, come ad esempio quelle contro la base Usa di Vicenza, c’erano anche alcuni di questi presunti brigatisti.

Tutto ciò non fa dormire sonni tranquilli a nessuno. Ma ieri, a Capua, c’è stata la migliore risposta possibile a questi rigurgiti brigatisti. Per uno strano scherzo del destino, ieri mattina(venerdì 16 febbraio per chi legge, ndr) nel piazzale d’armi della Caserma “Oreste Salomone di Via Brezza, era in programma da tempo il giuramento dei 800 volontari dell’Esercito degli Italiani.

C’era tutta “la meglio gioventù italiana”, giovani che hanno deciso di rimboccarsi le maniche e di servire si in armi il Paese, ma in pace.

Ragazzi che servono in armi il Paese ma che amano la pace, tanto da esportarla anche all’estero, nelle numerose missioni di “peacekeeping”.

Gli “altri”, quelli altrettanto giovani che sono sull’altra sponda e che credono di poter imporre il proprio punto di vista con le spranghe, con la violenza. Quelli che “odiano” la Polizia ed i Carabinieri, ed in generale chiunque vesta una divisa e che vogliono vedere morti. Questa è invece la “peggio gioventù”, quella che fanno dire ai propri genitori “non mi ero mai accorto di nulla.

Mio figlio è un pacifista”, ma, invece, tiene sotterrato a poche decine di metri da casa sua un vero e proprio arsenale. Ieri è stata la più bella cerimonia di giuramento degli ultimi anni, Vuoi per l’eccezionale parterre che ha visto la presenza delle più alte cariche dello Stato con il prefetto Elena Stasi, delle più alte gerarchie militari della Campania (non è possibile ricordare i nomi di tutti perché occorrerebbe un’intera pagina di giornale, venti sindaci con i rispettivi Gonfaloni, le autorità religiose, le associazioni combattentistiche e d’arme. Ma il più bel colpo d’occhio lo hanno dato gli oltre cinquemila familiari, amici e fidanzate dei giurandi.

Uno spettacolo nello spettacolo. E che dire delle decine e decine di bandiere italiane che sventolavano belle ed orgogliose di rappresentare tutti gli italiani, anche quelli che oggi pomeriggio saranno a Vicenza per contestare la politica estera del Governo. È stato il comandante del 17° Reggimento Addestramento Volontari “Aqui”, Colonnello Giorgio Cuzzelli che ha dato lettura della formula con la quale gli 800 volontari a ferma prefissata di un anno (VFP1) hanno prestato solenne giuramento di fedeltà alla Patria ed alle sue Istituzioni.

È stato un momento esaltante non solo per gli 800 giovani provenienti da ogni parte del Paese, ma in gran parte, come del resto avviene da sempre, dal meridione d’Italia, ma anche per tutti i presenti.

Alla presenza del Generale Antonio DE VITA, comandante del R.U.A. (Raggruppamento Unità Addestrative) e delle massime autorità civili, religiose e militari dell’intera provincia, i militari si sono ritrovati nel piazzale della caserma Salomone ed hanno gridato all’unisono, come un sol uomo, “Lo Giuro”. Toccante, come sempre, è stata l’esecuzione dell’inno nazionale, che ha visto unirsi nel cantarlo orgogliosamente sia i militari schierati sul piazzale che il pubblico sulle tribune, segno inequivocabile del grande Amore che gli italiani nutrono nei confronti del loro Paese e della vicinanza con l’Esercito degli Italiani.
Nunzio De Pinto