OPINIONI

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Pubblicato il 07/08/2018

INTERVENTO SUL CASO SCIERI DI CORRADO CORRADI

La «scarsa collaborazione degli Ufficali della Caserma» e «l’omertà dei paracadutisti compagni del povero Emanuele», denunciate da commentatori indignati come solo sanno indignarsi i commentatori in cerca di visibilità, fanno da corollario a un dato che quell’indignazione non ha permesso di mettere nella dovuta evidenza: indagini svolte a capocchia (perché se l’indagato salta fuori dopo diciannove anni, di indagini a capocchia trattasi) .

Una commentatrice si é addirittura chiesta «perché non hanno subito chiamato i RIS?» come se spettasse al Comando della Caserma Gamerra chiamarli.

Ho già scritto in merito all’episodio e ritengo non vi sia nulla da contestare su questi ultimi sviluppi delle indagini: se un responsabile colposo o doloso esiste benvenga la mannaia della giustizia; questo infame deve pagare il fio del suo dolo o della sua colpa per l’episodio che ha portato alla morte dell’A.P. Emanuele Scieri e per il fatto che se avesse parlato, probabilmente quell’evento mortifero si sarebbe potuto evitare; e non esito a definirlo infame anche per aver tradito quel giuramento dell’onore e del coraggio che coinvolge ogni paracadutista.

Pero’ andiamoci piano con le accuse a schiovere che coinvolgono troppe persone perché a colpire nel mucchio si fa presto e spesso, ma spesso, si colpiscono solo degli innocenti, soprattutto se, per ignoranza o malafede si ricorre a considerazioni ambigue ;
Un’altra commentatrice ha rilevato un atto omissorio inaccettabile nel fatto che dopo il contrappello, l’A.P. Scieri essendo risultato assente, non si sia provveduto a cercarlo per tutta la Caserma ma sia stato registrato semplicemente come «mancato rientro»… una considerazione cosi’ strampalata si commenta da sola: un’idiozia da ignoranza.
Un’altra ha asserito, che non é possibile che quel corpo non sia stato visto perché … (più o meno) «siamo in una caserma di paracadutisti, uno dei luoghi più presidiati del paese»… anche questa si commenta da sola come l’altra : idiozia da ignoranza (le caserme sono presidiate da sentinelle poste solo nei punti sensibili senno’ sarebbero tutti impegnati in turni di guardia h24.
Speriamo che la magistratura, dopo 19 anni di indagini purtroppo appesantite da un clima ideologico che ha visto la destra (con l’On. Prestigiacomo) fare a gara con la sinistra a chi é più cazzaro, sicuramente condizionando in negativo lo svolgimento delle indagini perché quel che si sosteneva non era la tesi del commilitone infame ma quella che vedeva in primis il «nonno» come archetipo dei paracadutisti e in secundis i paracadutisti tutti complici omertosi di quell’infame.

Se colpevole c’é stato e, se la magistratura ne ha individuato uno io non ho remore a ritenerlo tale, lo incastri per il bene di tutti, anche di Emanuele.


Si sappia pero’ che io presso la sede di quella che allora era la S.MI.PAR. (Scuola Militare di Paracadutismo), nota come Caserma Gamerra, ci ho trascorso una gavetta durata 3 anni e che, prima di transitare al «Nono» mi ha visto A.P., Paracadutista, A.G.I., A.I.P. e A.P. … nonnismo? Si, un sano nonnismo che negli ambienti universitari si chiama goliardia e che non é mai trasceso oltre le risate di chi lo praticava e di chi lo subiva perché era fatto di consuetudini scherzose scevre da azioni violente e un individuo giovane e sano di mente di solito sa stare allo scherzo.
Il nonno violento e idiota non esiste perché le consuetudini goliardiche lo isolano e più di tutti lo isolano e lo espellono gli Ufficiali e i Sottufficiali ai quali qualsiasi A.P. o Paracadutista deve rivolgersi a fronte di un sopruso sapendo che otterrà giustizia.

Guardando in tv le immagini della torre asciugamento paracadute mi é venuto in mente un fatto che potrebbe anche costituire uno spunto di riflessione: ricordo che il week-end precedente alla prova della torre, costretto in Caserma perché eravamo appena stati vaccinati con la TABTe, passeggiando assieme a un commilitone mi sono avvicinato alla torre (anche allora non c’erano sentinelle perché considerata zona non sensibile) per aver un attimo contezza di quanto fosse alta e quale potesse essere la sensazione, ebbene, l’altezza della torre di lancio ho cercato di riportarla alla scala a pioli della torre di asciugamento li vicino e non mi ci sono arrampicato… chissà perché?!
Se io mi fossi arrampicato e fossi pirlato giù e il mio commilitone, al posto di chiamare soccorso per paura di essere incolpato, mi avesse abbandonato? Lui sarebbe sicuramente un infame da condannare per aver lasciato morire una persona ma il nonnismo e i paracadutisti conigli (dell’On Prestigiacomo) e omertosi non centrerebbero proprio nulla.