OPINIONI

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Pubblicato il 16/12/2019

LA PATRIA E’ LA NOSTRA TERRA – DE GAULLE: L’EUROPA “UTOPICA COSTRUZIONE”

di Corrado Corradi

Europa e Brexit. L’Europa che cancella la Patria è un’Europa da rigettare.
Non sono mai stato un simpatizzante del presidente francese De Gaulle, non foss’altro che per quel suo poco onorevole comportamento, ai limiti del tradimento, nei confronti dei cittadini francesi d’Algeria e per come ha trattato quei militari che si erano schierati a fianco di quei cittadini (fra i quali molti algerini) che rifiutavano di concedere l’indipendenza all’Algeria, a tutti gli effetti territorio metropolitano francese (da 10 a 30 anni di carcere per alto tradimento).
Tuttavia, avendo già introitato il concetto di Patria espresso dal Comandante della ribellione vandeana François-Athanase de La Contrie, «La nostra Patria sono i nostri villaggi, i nostri altari, le nostre tombe, tutto ciò che i nostri padri hanno amato prima di noi.
La nostra Patria è la nostra fede, la nostra terra, il nostro re. Ma la loro patria, che cos’è? Lo capite voi?
Vogliono distruggere i costumi, l’ordine, la Tradizione.
Allora, che cos’è questa patria che sfida il passato, senza fedeltà, senz’amore? Questa patria di disordine e irreligione? Per loro sembra che la patria non sia che un’idea; per noi è una terra. Loro ce l’hanno nel cervello; noi la sentiamo sotto i nostri piedi, è più solida. E’ vecchio come il diavolo il loro mondo che dicono nuovo e che vogliono fondare sull’assenza di Dio… Si dice che siamo i fautori delle vecchie superstizioni… Fanno ridere! Ma di fronte a questi demoni che rinascono di secolo in secolo, noi siamo la gioventù, signori! Siamo la gioventù di Dio.
La gioventù della fedeltà».

Oggi, a fronte della Brexit in atto, che ritengo sia la giusta reazione di un popolo fiero di sé stesso che rifiuta il piattume imposto da un’Europa che manco sa esattamente se vuol essere europea o qualcos’altro, e che la Patria di ogni popolo europeo vuole annullare, mi sento di abbracciare quanto chiosato da De Gaulle circa l’Europa:
“ci dicono: voi volete fare l’Europa delle Patrie, noi vogliamo fare l’Europa sovranazionale – come se bastasse una formula per confondere insieme queste entità potentemente stabilite che si chiamano i Popoli e gli Stati […] Eppure chiunque sa che l’Inghilterra, in quanto grande Stato e grande Nazione fedele a sé stessa, non consentirà mai a dissolversi in qualche utopica costruzione. […] Di certo non è il caso che io rinneghi la mia [Patria], proprio il contrario, io le sono più attaccato che mai e inoltre non credo che l’Europa possa avere alcuna realtà vivente se non comporterà la Francia con i suoi francesi, la Germania con i suoi tedeschi, l’Italia con i suoi italiani, etc… Dante, Gothe, Chateaubriand, appartengono a tutta l’Europa nella stessa misura per la quale erano rispettivamente ed eminentemente italiano, tedesco, francese etc… non avrebbero servito molto l’Europa se fossero stati degli apolidi e se avessero pensato e scritto in qualche esperanto o volapuk integrato. Allora è vero che la Patria è un elemento umano, sentimentale, ed è su degli elementi d’azione, d’autorità, di responsabilità che si può costruire l’Europa”.



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